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Quasi la metà delle terre coltivabili in Europa sono a rischio degrado e l’Italia è in prima fila per arginare il fenomeno e ripristinare le proprietà organiche dei suoli.

Arrivano dal Belpaese, infatti, 4 proposte per rigenerare le terre in modo innovativo, utilizzando scarti della produzione industriale e dell’allevamento.

Il primo di questi è ZEOWINE, coordinato dal Cnr e finalizzato a migliorare il settore vitivinicolo attraverso l'uso di un prodotto all’avanguardia, sintetizzato dal compostaggio di rifiuti di scarto della filiera vitivinicola e zeoliti.

Lo scopo è migliorare la qualità di circa 4 ettari di vigneti, in termini di contenuto di sostanza organica, biodiversità, capacità di ritenzione idrica e disponibilità di risorse minerali.

I sistemi di produzione consentiranno di ridurre la mobilità del rame nel suolo, il principale antiparassitario impiegato nella viticoltura biologica e biodinamica, e quindi, il rischio di trasferirlo ad altri comparti ambientali.

Un altro progetto interessante è POREM, coordinato dal calabrese Gruppo Soldano Srl, specializzato nella produzione di pasta. Si tratta di una nuova tecnica di rigenerazione del terreno che sarà sperimentata in Puglia, Repubblica Ceca e Spagna. Volta a dimostrare l’efficacia del letame di pollame, trattato secondo EP 1314710 *, per la biorimediazione dei terreni coltivabili.

D’altra parte, il progetto AGRISED mira a dimostrare l’idoneità dei sedimenti dragati dai fiumi e dai porti per la produzione di technosol innovativi, da utilizzarsi per la bonifica di terreni degradati e come base di coltura rivoluzionaria per la vivaistica.

Il programma, guidato dalla pistoiese Agri Vivai srl, coinvolge anche l'Università degli studi di Firenze, e sarà testato per due cultivar con un alto valore per il mercato europeo: Fraser photiniae laurustinus.

Sedimenti dragati dal mare saranno, invece, protagonisti del progetto SUBSED. Obiettivo principale di questa sperimentazione, svolta in collaborazione con la cooperativa Flora Toscana, è quello di provare la convertibilità in risorsa di un rifiuto (il sedimento marino dragato), attraverso l’applicazione di tecniche sostenibili, sia dal punto di vista ambientale che economico.

Per raggiungere questo proposito, i sedimenti marini saranno impiegati per la produzione vivaistica di piante ornamentali (alloro) ed alberi da frutto (olivo e agrumi) e per la coltivazione di piante non alimentari (protea, calla, alloro) ed alimentari (basilico, mirtillo, bosco fragola e agrumi).

I progetti sono supportati dalla Comunità Europea e finanziati dal Programma Life, lo strumento finanziario dell’Ue per iniziative meritevoli per lo sviluppo ambientale.

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